SCEGLIERE

Non è di per sé la scelta a spaventare, ma l’ignoto. Cosa accadrà? E se starò peggio? Se andrà male? Se non sarò in grado di affrontare ciò che verrà? STOP! Questo meccanismo costringe alla stagnazione. Invece di concentrarsi su cosa accadrà dopo (tirando a indovinare e alimentando ansia rispetto ad eventi che forse non si verificheranno mai), è produttivo concentrarsi su ciò che fa stare male nel presente e scegliere di tirarsi fuori dalle gabbie mentali entro le quali spesso ci si rifugia: una gabbia non è un riparo, è un limite alla propria libertà.Mettiamola cosi: è come vivere in una casa fredda, che cade a pezzi, ma nonostante ciò continuare a star lì per timore di non essere in grado di scegliere una casa migliore, o per chissà quale altro timore legato alle proprie capacità di adattamento nel vivere in una casa diversa. Chissà quante volte si sopporta il freddo per paura di un nuovo, ignoto, tepore…Giulia Lorusso -Psicologa

Lascia un commento